Cultura
Tra le valli, nei vicoli dei borghi, sulle vette oltre i duemila metri, il territorio attorno al castello è un intreccio di lingue, epoche e visioni. Tedesco, italiano, ladino: tre lingue, tre culture che condividono lo stesso orizzonte e raccontano storie diverse, tutte radicate nello stesso paesaggio.
La Val Pusteria è un ricco polo culturale, dove l’arte contemporanea dialoga con la storia della montagna. Sul Plan de Corones, il LUMEN Museum esplora il rapporto tra uomo e vetta attraverso installazioni fotografiche permanenti e temporanee. Accanto, il Messner Mountain Museum è un archivio sospeso sull’orizzonte: testimonianze dirette di Reinhold Messner, con le Dolomiti a fare da sfondo a 2.275 metri.
A valle, il racconto continua. Il Messner Mountain Museum RIPA, all’interno del Castello di Brunico, esplora le culture delle popolazioni di montagna del mondo. Il Museo degli usi e costumi di Teodone custodisce la memoria della civiltà contadina altoatesina, mentre il Museo Mansio Sebatum a San Lorenzo di Sebato conserva reperti archeologici romani. Per chi ama l’arte moderna e contemporanea, l’ECK Museum of Arts apre una finestra su un linguaggio diverso, più vicino al presente.


Fondata nel 1250 dal vescovo Bruno von Kirchberg, che commissionò il castello sulla collina che ancora oggi sovrasta la città, Brunico è da secoli il centro economico e culturale della Val Pusteria. Le facciate variopinte della Via Centrale, considerata tra le vie dello shopping più belle dell’Alto Adige, nascondono corti, palazzi storici e una vita quotidiana che scorre con naturalezza, A pochi minuti dal castello, tra musei, mercati, café e botteghe artigiane, Brunico si rivela al meglio quando la si attraversa con calma, tra un’avventura e l’altra.
La cucina della Val Pusteria è profondamente radicata nel territorio e in quello che offrono le stagioni, con una tradizione solida, semplice ma generosa. Più tradizioni (italiana, ladina, tirolese, bavarese) si incontrano nei menù delle malghe, dei rifugi e dei ristoranti di valle e nella cucina del castello, componendo un repertorio gastronomico che sa essere insieme tradizionale e innovativo.
Formaggi d’alpeggio, salumi stagionati, vini, grappe e birre artigianali completano un’esperienza che si costruisce boccone dopo boccone. Tra i protagonisti della tavola locale spicca il Graukäse: un formaggio povero, dalla lavorazione tipica e dal carattere inusuale, che secondo le leggende locali nacque proprio tra le mura di Castel Badia.



L’architettura storica della Val Pusteria si scopre passo dopo passo, disseminata tra borghi, boschi e fondovalle. L’Abbazia di Novacella, fondata nel 1142, è il più grande complesso conventuale dell’Alto Adige: secoli di storia spirituale racchiusi in un insieme architettonico che spazia dal romanico al barocco.
Nei boschi, tra le radure e le pareti rocciose, sopravvive una storia meno raccontata. Per decenni, durante la Guerra Fredda, tra le montagne della Val Pusteria fu costruita una delle linee difensive più estese d’Europa: bunker scavati nella roccia, attivi fino alla caduta del Muro di Berlino nel 1989. Alcuni sono oggi beni storici vincolati, altri visitabili. Una storia sotterranea che affiora lentamente se si ha voglia di esplorarla.
In queste fattorie stagionali di montagna la tradizione si tocca con mano. Da secoli, qui si producono le specialità della tavola altoatesina, tra formaggi freschi e stagionati, salumi, marmellate, tisane e prodotti naturali. In alcuni, le erbe di montagna prendono mille forme e diventano unguenti, infusi e cosmetici: tra scienza e artigianato, i Kräuterhof (masi delle erbe) custodiscono tecniche e segreti tramandati di generazione in generazione.
D’estate, molti masi aprono le loro porte per degustazioni all’aria aperta, esperienze a contatto con gli animali e momenti segnati dalla quiete inconfondibile della vita in alta quota.
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